Stress da caldo negli avicoli

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DOMANDE, RISPOSTE e CONSIGLI SULLO STRESS DA CALDO

Lo stress da caldo insorge ogni qual volta l’animale viene esposto ad una temperatura superiore alla sua “zona di termoneutralità”

stress da caldo avicoli

Possiamo definire come zona di termoneutralità quell’intervallo di temperatura entro cui l’animale non manifesta i sintomi caratteristici dello stress da caldo perché è ancora in grado di mantenere costante la propria temperatura corporea manifestando un comportamento normale.

La zona di termoneutralità per la gallina ovaiola si aggira tra i 19 ed i 22°C mentre per il pollo da carne si aggira tra i 18 e i 22°C.

Quali sono i sintomi dello stress da caldo?

In generale gli avicoli manifestano comportamenti analoghi in caso di stress da caldo con variazioni individuali in intensità e durata della risposta.

Gli animali affetti da stress da caldo:

  • Passano meno tempo ad alimentarsi
  • Aumentano il tasso di bevuta
  • Respirano “a becco aperto”
  • Sollevano le ali
  • Sono più letargici

Perché manifestano questi sintomi?

L’elevata attività metabolica dell’animale per la crescita o la produzione di uova comporta un’elevata produzione di calore.

Tale produzione di calore dipende da diversi fattori tra cui: razza, peso corporeo, produzione più o meno spinta, ingestione, tipo di alimento ed esercizio.

Dissipare questo calore negli avicoli non è cosa semplice dato che a differenza dei mammiferi non sono dotati di ghiandole sudoripare.
Quando le temperature esterne superano la zona di termoneutralità dell’animale i meccanismi utilizzati per la dispersione del calore vengono sempre meno e le conseguenze possono essere deleterie.

Come disperdono il calore gli avicoli?

La dispersione del calore nelle specie avicole può avvenire attraverso cinque meccanismi principali:

  • Conduzione:
    Avviene per dispersione di calore tramite il contatto tra l’animale ad una superficie come può essere la lettiera o un muro.
  • Convezione:
    La convezione prevede una dispersione del calore in maniera analoga alla precedente ma tramite un mezzo in movimento che può essere ad esempio un flusso di aria forzato.
    Questo è il modo più efficiente per disperdere il calore, purchè il flusso sull’animale sia sufficientemente veloce da rimuovere lo strato d’aria che avvolge l’animale con cui avvengono i fenomeni di conduzione.
    Per favorire questo metodo di dispersione di calore le moderne tecnologie sviluppate in allevamento prevedono proprio l’utilizzazione di ventilazione forzata spesso con aria raffreddata da sistemi come i cooling systems.
  • Irradiazione:
    Prevede l’irradiazione del calore nell’ambiente circostante tramite onde elettromagnetiche.
    Questa tipologia di dispersione non prevede la necessità di un mezzo come l’aria perché avvenga.
    Per ottimizzare questi processi spesso l’animale apre leggermente le ali per favorire uno scambio di calore maggiore con l’aria e gli elementi circostanti.
  • Evaporazione:
    L’evaporazione è estremamente importante perché gli avicoli sono sprovvisti di ghiandole sudoripare. L’evaporazione avviene tramite la pelle o la respirazione a becco aperto. In particolare, le cavità nasali, sono il mezzo più efficiente per completare l’evaporazione, motivo per cui la respirazione a becco aperto è uno dei primi sintomi di stress da calore anche se l’evaporazione risulta efficace solo nel caso in cui l’umidità non sia eccessivamente elevata, motico per cui un ambiente caldo ed umido è molto più stressante di un ambiente caldo e secco.
  • Escrezione:
    Altro modo di dissipare il calore attraverso l’aumento del tasso di escrezione dei liquidi attraverso l’urina e le feci liquidi.

Quali sono gli effetti dello stress da caldo?

Gli effetti dello stress da caldo dipendono dalla durata e la frequenza dell’esposizione dell’animale all’evento stressogeno.

L’esposizione ad elevate temperature può essere infatti acuta ed improvvisa o cronica come durante i cicli estivi dove l’animale è esposto a temperature ben superiori alla zona di termoneutralità per periodi prolungati.

L’esposizione cronica non esclude quella acuta e viceversa, tuttavia, mentre un’esposizione acuta si accompagna ad un aumento della mortalità spesso per soffocamento, l’esposizione cronica si accompagna a calo delle performance per gli effetti dello stress ossidativo che incorre nell’animale.

Quali sono gli effetti dello stress ossidativo e come incorrono?

Una delle risposte allo stress da caldo abbiamo visto essere quella di disperdere il calore attraverso lo scambio dello stesso con l’ambiente circostante.
Per fare questo, la risposta fisiologica dell’animale è quella di aumentare il flusso di sangue periferico tramite la dilatazione dei vasi sanguigni dei tessuti superficiali come la cute, a discapito dei tessuti viscerali, quindi riducendo il flusso di sangue agli organi interni come l’intestino.

Lo stato di ipossia che ne consegue genera una quantità di specie reattive dell’ossigeno (ROS), comunemente detti radicali liberi, superiori alla capacità di eliminazione dell’animale.

Quello che si viene a creare è quello che in gergo tecnico viene definito stato di stress ossidativo e la diretta conseguenza di questo stato è il danno cellulare, con perdita dell’integrità strutturale dell’intestino, una risposta infiammatoria locale e alterazione della risposta immunitaria.

Unitamente all’alterazione della barriera intestinale si accompagnano anche modificazioni negative del microbiota intestinale (la popolazione di microrganismi che popola l’intestino e che è essenziale per il mantenimento di alcune funzioni dell’intestino).

L’insieme di queste alterazioni crea una sindrome definita “leaky gut syndrome”, letteralmente tradotto come “sindrome dell’intestino che perde”.
Questa sindrome viene descritta come alterazione dell’integrità strutturale dell’intestino e come diretta conseguenza ha un’eccessiva perdita di liquidi che si traduce inevitabilmente in scarsa assimilazione dell’alimento, perdita dell’efficienza alimentare, della conversione e delle performance.

È possibile contrastare il danno da stress ossidativo?

La principale arma a disposizione dell’allevatore è evitare che lo stress ossidativo incorra, evitando lo stress da caldo.

Di seguito sono riportati dei consigli per l’allevatore che possono essere utili per ridurre la produzione di calore endogeno nell’animale e favorire la dispersione di calore.

  • Evitare l’alimentazione ad libitum e fornire mangime di buona qualità solo nelle ore più fresche
  • Razionare il mangime ovvero calcolare la quantità di mangime necessaria all’animale per il mantenimento delle funzioni fisiologiche e delle performance senza eccedere nelle quantità/capo/gg
  • Fornire sempre acqua fresca e pulita in quanto se l’acqua si riscalda, l’ambiente che viene a crearsi favorisce la proliferazione di batteri.
  • Negli allevamenti intensivi calibrare la ventilazione sulla base dei sintomi da stress da caldo ed eventualmente avvalersi di sistemi di raffrescamento come cooling system o nembo.
  • Negli allevamenti all’aperto creare zone d’ombra se non presenti alberature.

Dal punto di vista dell’alimentazione invece l’allevatore può intervenire integrando in acqua da bere Sali minerali ed elettroliti che si vanno a perdere quando incorrono i fenomeni di leaky gut syndrome.

Altro intervento che è possibile effettuare è quello di integrare la dieta con sostanze ad azione antiossidante da piante e derivati e vitamina C che lavorano in sinergia per contrastare gli effetti negativi dei radicali liberi prodotti in corso di stress ossidativo che abbiamo visto essere la diretta conseguenza dello stress da caldo.

A tal proposito Tecnozoo consiglia NORMOTERM FLUID, che grazie all’apporto di sostanze naturali ad azione antiossidante aiuta a contrastare alterazioni dell’equilibrio ossidativo, mantenendo l’equilibrio fisiologico dell’animale soprattutto in situazioni di stress.

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