Vitellaia e Colostro..

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..qualità, quantità e tempistica per ottenere il massimo dell’immunità

Nella prima fase di vita (10-14 giorni) il vitello NON è immunocompetente e risulta quindi determinante per la sua immunità la somministrazione di un ottimo colostro nei tempi corretti. Ricordiamo, infatti, che il colostro è l’unico modo per far arrivare le immunoglobuline al vitello, data la particolarità della placenta bovina che non ne permette il passaggio dalla madre al feto. La vaccinazione della madre al 9° mese per Rota e Corona virus e Colibacillosi risultano di conseguenza fondamentali per aumentare la concentrazione di anticorpi nel colostro.

Come possiamo notare dalla tabella (di seguito), esiste una significativa differenza tra le immunoglobuline che apporta il colostro da quelle apportate dal latte (6,00 % – 0,09%). Ulteriore e significativa differenza è, inoltre, quella della variazione della composizione analitica del colostro nel tempo; dalla seconda tabella possiamo notare come tra la 1a alla 6a ora ci sia una diminuzione del 20% delle immunoglobuline, dall’ 85% (150 g/l) al 65% (65 g/l), oltre a una perdita di 7 punti percentuali di sostanza secca.

Colostro %Latte %
Grasso3.603.50
Proteine 14.303.25
   • Caseine 5.202.60
   • Albumine1.500.47
   • A-lattoglobuline0.270.13
   • B-lattoglobuline0.800.30
   • Sieroalbumine 0.130.04
   • Immunoglobuline6.00 0.09
Lattosio 3.104.60
Ceneri 0.970.75

 

ORE 16
Sostanza secca27%20%
Proteine17,50%10%
Immunoglobuline,85%65%
% delle proteine(150 g/l)(65 g/l)

Qualità del colostro

Per verificare che sia stia somministrando un colostro di ottima qualità è opportuno avere a disposizione un colostrometro, in modo da testare con assoluta certezza la concentrazione di immunoglobuline. Un colostro di elevata qualità deve avere un grado brix superiore a 22°. Capacità di assorbimento delle Ig risulta maggiore al crescere della concentrazione di Ig presenti.

Se si possiede la banca del colostro…

È fondamentale che anche le modalità di congelamento rispettino criteri scientifici. Il congelamento di grosse quantità di colostro (per esempio in bottiglie) risulta inappropriato in quanto la poca superficie di contatto disponibile allungherà il tempo per la completa solidificazione. In questo caso suggeriamo l’utilizzo di buste che permetteranno di congelare velocemente il colostro, grazie all’ampia superfice di contattato. La giusta conservazione del colostro è garantita a una temperatura di -20°C.

Allo stesso modo, la fase inversa di scongelamento deve rispettare alcune piccole regole: l’utilizzo delle buste aiuterà anche questo passaggio, permettendo uno scongelamento veloce del colostro; ricordiamo inoltre che la natura proteica delle immunoglobuline non permette l’utilizzo di temperature elevate (superiori ai 50°C) per facilitare il passaggio dallo stato solido a quello liquido. A tal proposito è decisamente sconsigliato l’utilizzo del microonde.

La temperatura di somministrazione…

Un altro aspetto decisamente importante, che influisce significativamente sulla futura salute del nostro animale, è la temperatura di somministrazione del colostro (e successivamente dei pasti di latte). Questa NON deve mai essere inferiore ai 40°C! La somministrazione di latte a temperature inferiori a 40°C è la causa di problematiche enteriche; infatti il latte passa indigerito a livello intestinale e il lattosio che ne deriva, diventa fonte di alimento per i coli favorendo la loro crescita diventando da simbionti a patogeni, determinando enteriti.

Perché è fondamentale somministrare il colostro entro massimo 6 ore?

Somministrare almeno 0,5 litri di colostro entro mezz’ora dalla nascita e successivamente altri 1,5 litri (in modo da apportare entro le 6 ore dalla nascita almeno 2 litri), assicura la certezza di aver portato almeno 100g di Ig totali. Infatti l’intestino del vitello assomiglia ad una rete, fatta di maglie, e fino alle quattro-sei ore queste maglie presentano dei buchi che permettono alle immunoglobuline di passare a livello sistemico raggiungendo il sangue (diventando immunoglobuline sieriche); dopo le 4-6 ore le maglie della rete si stringono rendendo meno efficace il passaggio a livello sistemico (si avrà una difesa più efficace solo a livello enterico); in questo caso possono insorgere problemi di:

  • Depressione dello stato di salute dell’animale;
  • Aumento del tasso di mortalità;
  • Marcata riduzione della crescita;
  • Aumento dell’età al primo parto;
  • Minor latte e grasso nella prima lattazione.

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