Stress da Freddo

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Quali sono i segnali di questo evento spesso trascurato in allevamento?

Ci siamo sempre posti una SOLA domanda…”a che temperatura la vacca va in stress da caldo?”. In effetti non ci siamo “quasi” mai posti un altro quesito…” a che temperatura la vacca va in stress da freddo”?

Una serie di studi ha infatti dimostrato come l’esposizione prolungata a basse temperature si ripercuota negativamente sulla fisiologia dell’animale, portando a compromettere produzione e performance.

Che tu stia lavorando in un clima rigido e innevato o in un clima freddo, umido e piovoso, il rilevamento precoce dello stress da freddo e la realizzazione di alcune semplici procedure per combatterlo permetteranno alla tua mandria di restare sana e produttiva.

Ma quali sono i parametri da tenere a mente, per i produttori di latte, quando si tratta degli effetti che lo stress da freddo può avere sulle loro mandrie?

L’ipotermia comincia a 0°C.

Una serie di fattori contribuiscono al manifestarsi dello stress da freddo,
ma il più significativo è, senza dubbio, la temperatura. Per semplificare, possiamo dividere gli stati di ipotermia in tre zone critiche:

Inizio Ipotermia > tra lo 0°C e -1°C
Ipotermia moderata > tra lo -1,5°C e -5,5°C
Ipotermia marcata > inferiore ai – 6,5 °C

I segnali dello stress da freddo sono:

  • Cambio di comportamento;
  • Animali ammassati;
  • Riduzione del BCS (Body Condition Score);
  • Minor consumo di acqua;
  • Diminuzione degli spostamenti in mangiatoia e agli abbeveratoi;
  • Vacche con pelo opaco e arruffato. 

Le vacche da latte colpite da “stress da freddo” hanno una respirazione e una frequenza cardiaca inferiore rispetto agli standard fisiologici e persino un ritardo nel ritorno dell’estro.

A differenza dello stress da caldo dove per disperdere il calore l’animale mette in atto una vasodilatazione periferica, favorendo un maggiore afflusso di sangue verso le zone esterne, durante l’esposizione a temperature rigide il sangue viene deviato dalle estremità del corpo agli organi vitali per proteggerli e mantenere la normale attività metabolica.

Inoltre…

È bene considerare che anche il vento assume la sua importanza: infatti
velocità comprese tra 8 e 50 km/h possono in genere ridurre la temperatura effettiva dell’aria da 1 a 14° C, aumentando il fabbisogno energetico della mandria.
[Le vacche da latte sono particolarmente infastidite da correnti d’aria fredda in inverno; per questa ragione è bene prevedere tamponamenti con finestrature o strutture frangivento lungo i fronti della stalla esposti ai venti dominanti invernali].

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