Nutrizione vacche fresche

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nutrizione vacche fresche

Le performance migliorano se la dieta è ricca di proteina metabolizzabile ed equilibrata dal punto di vista degli amminoacidi

Dopo il parto, le vacche devono aumentare rapidamente l’assunzione di sostanza secca per soddisfare la richiesta di nutrienti e assecondare l’aumento della produzione di latte.

Nell prime settimane di lattazione, l’ingestione non è sempre in grado di soddisfare tale richiesta e conseguentemente le bovine devono mobilizzare le riserve di grasso e le proteine corporee per sostenere le performance produttive.

Una recente ricerca indica che l’assunzione di una maggiore quota di proteina metabolizzabile (MP) e il bilanciamento del profilo amminoacidico della razione della vacca fresca, possono aumentare l’ingestione volontaria, la produzione di latte e aiutare a ridurre al minimo la perdita di peso durante le prime settimane di lattazione.

I ricercatori dell’Università dell’Ohio hanno valutato 4 strategie dietetiche per identificare il modo migliore per aumentare la proteina metabolizzabile e bilanciare gli amminoacidi (AA) nella razione della vacca fresca. Sono stati valutati sia i risultati nell’immediato che gli effetti carryover durante i primi 90 giorni di lattazione.

Lo studio

Sono state arruolate nell’esperimento: 40 vacche primipare e 40 pluripare, tutte le bovine hanno ricevuto la stessa dieta di Close-Up. Dopo il parto, le vacche sono state assegnate in modo casuale a una delle 4 diete e alimentate fino a 25 giorni di lattazione. Successivamente da 26 a 90 DIM sono state alimentate con la stessa dieta di lattazione con il 17% di proteina grezza.

Durante il periodo di trattamento di 3 settimane, le 4 diete somministrate sono state le seguenti:
– Dieta carente in MP: 20% in meno dei fabbisogni;
– Dieta adeguata in MP: soddisfa i fabbisogni in MP, fonte proteica principale: soia f. e.;
– Dieta mista: Soddisfa i fabbisogni di MP, mix di soia, colza, glutine di mais, più AA protetti;
– Dieta mista: Soddisfa i fabbisogni di MP ma con meno NDF da foraggio (fNDF).

La dieta mista è stata formulata per garantire un adeguato apporto di proteina indegradabile (RUP) e un profilo AA simile al profilo di aminoacidi essenziali della caseina.

Bill Weiss, professore di nutrizione dei bovini da latte presso l’Università dell’Ohio, spiega che ricerche precedenti (Schei et al., 2005) hanno evidenziato che le vacche hanno una maggiore capacità di mobilizzare le riserve corporee di grasso per produrre energia, rispetto a muovere le proteine corporee. Ma durante la prima fase della lattazione, sono le proteine il primo fattore limitante, non l’energia. Gran parte dei recenti studi di ricerca si sono concentrati a rispondere alle domande su quanta MP hanno bisogno le vacche fresche, su come soddisfare tali fabbisogni e allo stesso tempo mantenere in equilibrio gli aminoacidi, e su come aumentare l’assunzione di sostanza secca per ottenere risultati ottimali.

Questo esperimento è stato progettato proprio per aiutare a rispondere a questi quesiti e identificare la strategia nutrizionale che funziona meglio sulle bovine fresche.

Risultati

Per alcuni dei parametri misurati, i risultati sia per le vacche pluripare che per le primipare sono stati gli stessi. Durante i primi 25 giorni di lattazione, l’ingestione di sostanza secca è aumentata di circa 1,10 kg/capo/d per tutte le vacche alimentate con diete miste, rispetto alle vacche alimentate con una dieta con una MP adeguata, ma fornita da un’unica fonte proteica. Inoltre, tutte le bovine alimentate con diete con il livello più elevato di MP hanno aumentato la produzione di latte, il latte corretto per l’energia (ECM) e i componenti del latte dal 6 al 7% indipendentemente dall’ordine di parto.

Quando il livello di NDF da foraggio nella dieta è stato ridotto, ma la MP è rimasta comunque elevata, le vacche pluripare e le primipare hanno risposto in maniera diversa. Le multipare hanno ridotto l’assunzione di sostanza secca e hanno prodotto meno latte, mentre le primipare invece hanno aumentato sia l’ingestione che la produzione di latte quando alimentate con la dieta mista ma con meno NDF da foraggio.

Ciò indica che le vacche pluripare possono avere un fabbisogno di fNDF maggiore rispetto alle vacche primipare nella prima fase della lattazione. Durante il periodo successivo, da 26 a 50 giorni di lattazione, sono emerse nuovamente differenze tra vacche pluripare e primipare.

Le prime hanno avuto un’ingestione maggiore e prodotto più latte quando hanno ricevuto ad inizio lattazione la dieta mista. Ma invece le vacche primipare hanno mostrato una maggiore assunzione di sostanza secca e migliori performance produttive, quando nella fase di vacca fresca sono alimentate sempre con la dieta mista ma con una quota inferiore di NDF da foraggio.

Quando i ricercatori hanno valutato la produzione di latte cumulativa a 92 DIM, la differenza su ingestione e produzione di pluripare e primipare in relazione all’NDF da foraggio nella dieta è continuata.

Il periodo successivo ovvero da 26 a 92 DIM, fornisce un’ulteriore prova che le pluripare hanno un fabbisogno di fNDF maggiore rispetto alle vacche primipare, quando alimentate con razioni ad alta MP all’inizio della lattazione.

Partizione dei nutrienti nella nutrizione vacche fresche

In un altro articolo, sempre sul Journal of Dairy Science di maggio 2021, i ricercatori hanno esaminato se le strategie nutrizionali esaminate, influissero sulla mobilizzazione delle riserve proteiche o di grasso, sulla composizione corporea o sulla ripartizione dei nutrienti durante l’inizio della lattazione. Utilizzando “l’empty body composition”, i ricercatori hanno rilevato diverse interazioni del trattamento con l’ordine di parto.

Nel complesso, alimentare le vacche fresche con una dieta ricca di MP e con un profilo AA bilanciato, aumenta l’ingestione di sostanza secca e riduce la mobilizzazione dei tessuti.

Tuttavia, l’energia aggiuntiva derivante dall’aumento della DMI è stata partizionata in maniera diversa in base all’ordine di parto. Le vacche primipare hanno utilizzato la maggiore ingestione per ridurre al minimo la mobilizzazione del grasso. Le pluripare invece hanno usato la maggiore assunzione alimentare per aumentare la produzione di latte.

Interessante vedere che quando l’NDF del foraggio veniva ridotto, ma mantenendo elevata la MP, la mobilizzazione dei tessuti tendeva ad aumentare. Ma ancora una volta, c’era una differenza tra primipare e pluripare. Le prime hanno mobilizzato più grasso di riserva mentre le seconde hanno utilizzato più proteine corporee.

Nel complesso, i risultati indicano che l’ordine di parto, il profilo AA e la concentrazione di NDF da foraggio somministrato alle vacche fresche possono influenzare la ripartizione, immediata e a lungo termine, dei nutrienti nei tessuti e nella produzione di latte.

Nelle vacche primipare alimentate con una dieta mista (miscela di soia, colza, farina di glutine di mais e AA protetti) o mista, ma con NDF da foraggio inferiore, l’assunzione di proteina metabolizzabile è stata di 1.800-1.850 grammi/giorno. Nelle vacche pluripare alimentate con la dieta mista, l’assunzione di proteina metabolizzabile invece è stata di 2.500 grammi/giorno.

Quest’ultime informazioni sono molto utili e permettono di adeguare le diete delle vacche fresche in modo da fornire i nutrienti di cui hanno bisogno per massimizzare le performance produttive.

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Bibliografia “Nutrizione vacche fresche”:

  • Tebbe & Weiss, 2021a. J. Dairy Sci. 104:5583-5600
  • Tebbe & Weiss, 2021b. J. Dairy Sci. 104:5601-5616

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