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STRESS DA CALDO NELL’ AVICOLO

I CONSIGLI DEL VETERINARIO TECNOZOO

Possiamo definire lo stress come l’ insieme delle risposte dell’ organismo ad uno stimolo od evento (stressor) che altera l’ omeostasi dell’ animale.
L’ omeostasi è la capacità dell’organismo di mantenere costanti le condizioni interne al mutare di quelle dell’ambiente esterno.
Il calore rappresenta uno degli stressors principali della filiera avicola e l’impatto economico che lo stress da caldo ha sul settore è ingente.
La riduzione del consumo di alimento; dell’ accrescimento; della qualità della carne; del tasso di ovodeposizione;  della qualità del guscio e l’ aumento della mortalità, sono i principali effetti dello stress da caldo.
Gli uccelli, non essendo dotati di ghiandole sudoripare,  scambiano il calore con l’ambiente tramite la superficie corporea: aumentando l’afflusso di sangue a livello dei vasi sanguigni superficiali dissipano il calore.
Tuttavia, quando le condizioni ambientali non consentono di creare un gradiente di temperatura ed umidità ottimale; perché tali scambi avvengano, gli uccelli ricorrono alla respirazione a becco aperto o  “panting”, sintomo evidente di stress da caldo: aumentando la frequenza respiratoria, aumentano gli scambi tra l’ aria inspirata e i vasi sanguigni dei sacchi aerei per eliminare calore ed umidità.
Con la selezione genetica si sono raggiunti obiettivi di performance talmente elevati da rendere l’ animale più suscettibile allo stress da caldo.
La maggior “spinta” produttiva, richiedendo un’ intensa attività metabolica, produce una quantità di calore tale che non riesce ad essere smaltita correttamente tramite la superficie corporea quando le condizioni di temperatura ed umidità non sono ottimali.
Soprattutto nei broiler, dove la selezione genetica ha sbilanciato fortemente il rapporto tra la superficie corporea ed il peso, tale meccanismo è compromesso e la compensazione respiratoria si rende obbligata.

EFFETTI DELLO STRESS DA CALDO
Uno dei principali effetti degli scambi di calore tramite la respirazione a becco aperto è lo stato di alcalosi, ovvero, l’ aumento del pH sanguigno.
Aumentando la frequenza degli scambi respiratori, aumenta la quota di anidride carbonica eliminata attraverso l’ espirazione e, di conseguenza, il pH del sangue.
L’evidenza diretta di questo stato è la minor disponibilità di bicarbonato di calcio per la mineralizzazione del guscio e quindi una minor resistenza di quest’ ultimo.
Anche il profilo neuroendocrino dell’ animale viene modificato con l’ insorgere dello stress da caldo. Tramite l’ attivazione dell’ asse ipotalamo-ipofisi-surrene, aumenta la produzione di cortisolo, dal ruolo immunosoppressivo.
Negli animali affetti da stress da caldo si riporta infatti un minor sviluppo degli organi deputati alla risposta immunitaria ed un minor numero di anticorpi circolanti.
Ulteriore effetto negativo dello stress da calore degno di nota è l’ aumento della produzione di ROS (Reactive oxygen species) che si verifica: i cosiddetti radicali liberi.
L’ organismo dell’avicolo è dotato di sistemi in grado di evitare che questi prodotti del metabolismo cellulare predispongano la cellula al danno ossidativo; tuttavia, in condizioni di stress, l’ elevata produzione di ROS va a saturare tutti questi sistemi antiossidanti, fino alla morte della cellula.

 

STRATEGIE PER COMBATTERE LO STRESS DA CALDO
Le soluzioni di tipo manageriale a breve termine più vantaggiose sono: eseguire programmi di pre-ambientamento a temperature crescenti prima dei periodi a rischio per aumentare la termo-tolleranza dell’ animale, adottare protocolli di restrizione alimentare e fornirsi di sistemi di raffrescamento.
Le soluzioni nutrizionali prevedono invece una serie di accorgimenti che possono adottare il mangimista o l’ allevatore avicolo per supportare la risposta dell’animale allo stato di stress.

LIVELLO PROTEICO DELLA DIETA
Il contenuto proteico della dieta riveste un ruolo essenziale quando il management delle temperature in allevamento diventa difficile.
In passato si consigliava di aumentare il contenuto proteico della dieta con l’ insorgere della riduzione dell’ ingestione da stress da caldo, pur di mantenere costante l’ accrescimento.
Diversi studi hanno confutato tale pratica in quanto la miglior utilizzazione della proteina sopperisce al minor apporto di questa, se l’ingestione viene ridotta.
Il bilancio proteico ideale tuttavia è ancora controverso : sembra che la soppressione del tasso di crescita a causa dello stress da caldo sia ridotta dal supplemento di lisina e metionina.
Questo suggerisce che il supporto di amminoacidi essenziali mantiene i tassi di crescita costanti senza la necessità di modificare il contenuto proteico della dieta.

SUPPORTO DI VITAMINE ED ELETTROLITI IN ACQUA DA BERE L’ aumento dell’escrezione degli elettroliti è una delle conseguenze principali dello stress da caldo.
Gli squilibri che ne derivano comportano riduzione dei tassi di crescita nel broiler e riduzione del peso dell’uovo e della qualità del guscio nell’ovaiola.

Il supplemento di elettroliti attraverso l’ impiego di soluzioni reidratanti aiuta a tamponare gli effetti di tali squilibri favorendo il ripristino dell’ equilibrio elettrolitico per aumentare la resistenza dell’ animale allo stress da caldo.
Le vitamine hanno un importante ruolo nel sistema immunitario e nei sistemi anti-ossidanti che inibiscono l’ effetto dannoso dei ROS prodotti durante lo stress da caldo.
Le alterazioni fisiologiche legate allo stress, riducendone assorbimento ed utilizzazione, comportano una maggior richiesta di vitamine per garantire le funzioni biologiche.
Anche vitamine che normalmente non rappresentano un reale fabbisogno come la vitamina C, a sintesi endogena nelle specie avicole domestiche, durante lo stress da caldo necessitano di essere integrate in quanto aumenta notevolmente la richiesta dell’organismo.
Diversi studi raccomandano l’ integrazione della dieta con elettroliti e vitamine durante lo stress da caldo, per ridurne gli effetti nocivi sull’organismo.

PIANTE E DERIVATI
Diversi studi dimostrano come gli estratti di alcune piante intervengano nel ridurre gli effetti dello stress nell’avicolo grazie all’azione dei loro principi attivi.
La pianta del salice bianco ad esempio contiene salicina, polifenoli e flavonoidi che agiscono a diversi livelli nell’organismo aiutandolo a ristabilire l’ equilibrio fisiologico ed ossidativo in particolari momenti del ciclo produttivo in cui le funzioni biologiche risultino alterate come durante lo stress da caldo.

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BIBLIOGRAFIA

  • “Impact of Heat Stress on Poultry Production” – Lucas J. Lara, Marcos H. Rostagno
  • “Mitochondrial Oxidative Damage in Chicken Skeletal Muscle Induced by Acute Heat Stress”- Ahmad Mujahid+ , Neil R. Pumford, , Walter Bottje, , Kiyotaka Nakagawa- , Teruo Miyazawa- , Yukio Akiba+ and Masaaki Toyomizu
  • “Strategies for preventing heat stress in poultry” – H. LIN1, H.C. JIAO1, J. BUYSE2 and E. DECUYPERE2
  • “Thermal balance and thermo-regulation in poultry” – Dr Robert Teeter, Oklahoma State University, Poultry Digest, May 1994, p10
  • “Poultry feeding under heat stress conditions”- Dr Salah H. Esmail
  • “EFFECT OF THE DIETARY WILLOW BARK EXTRACT (SALIX ALBA) ON THE CAECAL MICROBIAL POPULATION OF BROILERS (14-28 DAYS) REARED AT 32˚C” – M. Saracila; T.D. Panaite; C. Soica; C. Tabuc; M. Olteanu; C. Predescu; C.M. Rotar; R.D. Criste
  • Dietary Willow Bark Extract for Broilers Reared Under Heat Stress Mihaela SARACILA, Tatiana Dumitra PANAITE, Petru Alexandru VLAICU, Cristina TABUC, Mihai Laurentiu PALADE, Teodor GAVRIS and Rodica Diana CRISTE

 

 

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